Pino Lavecchia’s oil paintings on canvas combine fragments of art historical imagery with banal signifiers of modern life to create surreal works that blur space and time. Ancient Greek and Roman statuary populates his canvases alongside both historical architectural renderings and heaps of trash, the odd juxtapositions creating a narrative in which the future is inherently inflected by the past. The artist derives his technique from the Renaissance Masters, drawing, drafting, veiling, and retouching his works to achieve aesthetic perfection and technical complexity.

Lavecchia’s Anthropology 4 images a figure reminiscent of Greek statuary, nude and in contrapposto. Broken wine bottles litter one side of the canvas, painted with an almost trompe l’oeil effect in a stark juxtaposition of painting styles and art historical references. In Anthropology 5, the artist renders the Winged Victory of Samothrace amid other sculptural fragments. The Parthenon is visible in the background alongside a pale, waning moon. Finally, Anthropology 6 depicts what appears to be a Roman bust amid debris on a beach. The object appears to have washed ashore like the other discarded detritus that served a function in a different time and place.

 

Le opere pittoriche di Pino Lavecchia rappresentano un connubio tra frammenti della tradizione classica ed elementi della vita moderna che danno vita ad opere surreali in cui il confine tra spazio e tempo è indistinto. La statuaria greca e romana, le architetture classiche e cumuli di immondizia sono bizzarre giustapposizioni che diventano il mezzo per esplicitare il dialogo tra passato e futuro.  La perfezione estetica e la complessità tecnica sono il requisito estetico maggiormente ricercato che si concretizza in disegni, velature e ritocchi che documentano una chiara influenza da parte dei Maestri del Rinascimento.

Anthropology 4 si caratterizza per la riproduzione di una statua greca, nuda e con accenno al contrapposto. Alla statua si affiancano frammenti di bottiglie di vetro realizzati grazie ad una severa combinazione tra stili pittorici e richiami della tradizione,ottenendo un effetto simile al  trompe l’oeil. In Anthropology 5 l’artista rappresenta la Vittoria Alata di Samotracia insieme ad altri frammenti scultorei. Sullo sfondo sono ben visibili il Partenone ed una luna pallida e calante. Infine, Anthropology 6 si contraddistingue per la presenza di un busto romano collocato su una spiaggia tra detriti abbandonati. La statua e gli altri detriti  danno l’impressione di essere stati lavati dalle onde del mare ed appartenere a tempi e luoghi lontani.

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